Un weekend con PIPPO DELBONO: due film e una masterclass

Sabato 8 giugno, ore 21.30 e domenica 9 giugno, ore 11.00-13.00 >> CINEMA BELTRADE

Film Tv Lab e Cinema Beltrade insieme per un weekend speciale!

In occasione dello spettacolo La Gioia che si terrà al Piccolo Teatro Milano dal 4 al 9 giugno, siamo felici di ospitare in sala il regista e attore Pippo Delbono che presenterà VANGELO.
Inoltre, domenica 9, ci sarà l'occasione di approfondire la sua opera tra teatro e cinema e di (ri)vedere AMORE CARNE

► sabato 8 giugno ➽ ore 21.30 ➽ proiezione speciale alla presenza di Pippo Delbono. Modera Matteo Marelli di Film Tv
► domenica 9 giugno ➽ ore 11.00 - 13.00 ➽ lezione insieme a Pippo Delbono e Matteo Marelli. A seguire, proiezione di AMORE CARNE
► ingresso masterclass >> 10 euro // masterclass + film >> 15 euro
scrivi a >> prenota@cinemabeltrade.net

VANGELO
un film di Pippo Delbono
con Safi Zakria, Nosa Ugiagbe, i rifugiati del Centro di Villa Quaglina di Asti, Bobò, Petra Magoni e gli attori della Compagnia Pippo Delbono ● sceneggiatura: Pippo Delbono ● fotografia: Fabrice Aragno e Pippo Delbono ● montaggio: Fabrice Aragno, Francesca Catricalà, Leonardo Ottaviani ● musiche: Piero Corso, Antoine Bataille, Enzo Avitabile Petra Magoni, Ilaria Fantin, Nicola Toscano
produzione: Stemal Entertainment con Rai Cinema
distribuzione: Mediaplex distribuzione
Italia, Belgio 2016 ● 85 minuti; v.o. italiano, inglese con sottotitoli in italiano

➽ Mostra del cinema di Venezia 2016: Giornate degli Autori

➽ Pippo, regista teatrale, si reca in un centro dove i profughi trovano asilo e condivide la loro quotidianità fatta di tempo sospeso tra dolorose memorie e incerto futuro. Poco alla volta i rifugiati si aprono al regista, gli raccontano le loro storie. Qualcuna di queste sarà nel film, altre rimarranno segrete. E alla fine l’idea di mettere in scena il Vangelo prende una sua forma incarnandosi nelle vite di queste persone, inevitabili protagoniste di un tempo nuovo.

➽ Con gli occhi feriti sono entrato in un campo di rifugiati. Senza difese, senza idee chiare, senza capire bene perché andavo lì. Certo per fuggire da quel mio mondo del teatro così lontano dal mondo, così morto, per riempire un mio vuoto, per cercare qualcosa di vivo. E ho incontrato delle persone che portavano segni di grandi ferite, di grandi lotte, ma anche segni di grande vita.
Ho trovato qualche cosa in loro che credo c’entri con la verità, la bellezza, l’arte, la fede. E forse con quel Vangelo in cui tanto credeva mia madre. (Pippo Delbono)

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PROFANARE L'IMPROFANABILE
MASTERCLASS CON PIPPO DELBONO

«Profanare l’improfanabile», scrive Agamben, «è addirittura il compito politico della prossima generazione».
Performativo. Provocatorio. Profanante: forse è questa l’espressione più puntuale per descrivere, in estrema sintesi, il cinema di Pippo Delbono. Lui, che già con il suo teatro ha sempre cercato di vivere immerso nel reale, per confrontarcisi senza filtri, nel momento in cui ha deciso di fare cinema ha cominciato a filmare armato unicamente di cellulare, così da poter assottigliare quanto più possibile lo strumento di ripresa, in modo da poter essere fisicamente presente nelle situazioni, per forzarle, e filmare l’attimo che contemporaneamente contribuisce a creare.
Questo bisogno di Delbono di vivere dentro le cose, non sfugge le zone di rischio della realtà, ma le fronteggia per mezzo di un cinema molto concreto, che ogni volta si interroga su come riuscire a mettere in forma questioni delicatissime, quale può essere il lutto della Storia, sempre però filtrate attraverso il proprio vissuto personale.
Quello di Delbono è una delle espressioni più vere e sanguigne del cosiddetto “cinema di prossimità”, un cinema dove l'immagine rappresenta una zona di contatto, la traccia di un rapporto di conoscenza, la visualizzazione di un incontro. Un cinema “amatoriale”, da intendere secondo l’accezione che Stan Brakage dava al termine, ovvero nel senso di vicinanza, di empatia ai soggetti ripresi. (Matteo Marelli)

AMORE CARNE
un film di Pippo Delbono
con Bobò, Pippo Delbono, Marisa Berenson, Irène Jacob, Tilda Swinton, Marie-Agnès Gillot, Sophie Calle, Margherita Delbono ● sceneggiatura: Pippo Delbono ● fotografia: Pippo Delbono
produzione: Casa-Azul, Cinématèque Suisse, Compagnia Pippo Delbono
Italia, Svizzera, 2011 ● 75 minuti

➽ Nyon Visions du Réel 2012: premio speciale della Giuria ● Mostra del Cinema di Venezia 2011: sezione Orizzonti

➽ Nel corso dei viaggi, la piccola camera o il telefonino di Pippo Delbono catturano momenti unici, incontri ordinari o straordinari. Da una camera d’albergo a Parigi a un’altra a Budapest, i percorsi intrecciano un tessuto del mondo contemporaneo. Insieme a tutti questi testimoni, alcuni famosi, altri no, che dicono o danzano la loro visione dell’universo. A volte la camera agisce di nascosto. A volte riprende gli attimi che precedono una catastrofe – come il terremoto de L’Aquila. Oppure il dopo, come a Birkenau. Gli incontri (con sua madre, gli amici, gli estranei) sono altrettante immagini del mondo di ieri, di oggi, di domani. Un mondo che qualcuno racconta attraverso la musica (come il compositore e violonista Alexander Balanescu) o il gesto (come Marie-Agnès Gillot, danzatrice étoile de l’Opera di Parigi), oppure attraverso le parole (come l’attrice Irène Jacob) o il silenzio (come Bobò, lo storico attore sordomuto di Delbono, o come l’artista Sophie Calle e l’attrice Marisa Berenson). Da un’immagine all’altra, da un testo all’altro, da uno spazio all’altro, la camera ci parla dell’amore, della poesia e della carne. Con ciò che comporta passione, ombra, dolore, tragedia e umorismo…

Amore Carne è una danza bellissima e dolorosa al ritmo della musica e delle parole, della voce e degli occhi. Un cinema che sfugge a qualsiasi accusa di voyeurismo perché ci ricorda che se non ci mettiamo in gioco, se non ridiamo e soffriamo e parliamo, allora non esistiamo. Un cinema dolorosamente necessario, le cui immagini sono libere, dirette, vive, e sembrano correre in parallelo con quell’oblio che ci attende tutti, alla fine del cammino. Sembrano quasi sfuggirgli, scappare via; o almeno provarci. Ma è un tentativo che va sempre fatto, nonostante tutto, perché “finchè qui danzerai, la morte aspetterà". (Giacomo Calzoni, Sentieri selvaggi)

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Cinema Beltrade | via Nino Oxilia 10 | Milano
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(scelta consigliata soprattutto per le serate speciali)

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con il contributo di
Europa Cinemas

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